f7592e845fa5c40a2b57e68179fff27cStanno chiudendo tutti i negozi. Solo le sale da gioco non chiudono, anzi ne apre una ad ogni angolo“. Non voglio parlarti della crisi economica e delle conseguenze sulla psiche delle persone. Ma di questa frase di mia madre. Perchè durante la crisi economica c’è più possibilità che un individuo giochi d’azzardo? Ci sono molte spiegazioni a riguardo. Ma lasciano comunque perplessi.

Ad esempio: le grosse compagnie multinazionali ne approfittano perchè in tempo di crisi la gente è più vulnerabile. Fiuto un grosso bias. Non c’è lavoro, non ci sono soldi a sufficenza, le bollette si accumulano e tentiamo la sorte con le varie lotterie e i biglietti milionari. Ah, e fanno tutti così? Ne dubito. Oppure, ci sono persone “predisposte” o comunque con una storia specifica alle spalle che cadono nella trappola del gioco d’azzardo. Uhm. In fondo, il gioco d’azzardo ha lo stesso potere di una droga la cui dipendenza è difficilissima da sconfiggere. Sono argomenti interessanti. Tuttavia alle analisi sociologiche preferisco quelle più neuroscientifiche. Ad esempio: alcune ricerche dimostrano che ci sono meccanismi neuronali che si attivano beffardamente quando la combinazine vincente viene sfiorata. Il fatto di scoprire di avere il 7 che è vicinissimo all’8 vincente ha un effetto eccitatorio analogo alla stessa vincita.

Uno psicologo autostoppista evita di cercare le cause prime o le cause ultime. Lasciamo che siano i filosofi ad occuparsi dei massimi sistemi. E cosa cerca uno psicologo autostoppista? Il meccanismo attraverso cui emerge il comportamento umano tenendo conto che si tratta di descrizioni probabilistiche. E tenendo conto dei fatti. Se al superenalotto per fare 6 c’è una probabilità su seicentoventidue milioni seicentoquattordicimila seicento trenta (622.614.630) di vittoria, come è possibile scommettere con una probabilità di vincita così bassa? Eppure succede, e si moltiplicano le slot machine. Vediamola in un altro modo: se ti dicessi che hai la probabilità di vincere un milione di euro da 0 a 5%, scommetteresti qualche euro? Perchè no, c’è una probabilità remota ma concreta. Hai una possibilità. Aspetta un attimo. E se ti dicessi che c’è la probabilità di vincere dal 10 al 15% scommettendo qualche euro? Forse qualcosa cambia. Forse non saresti così motivato a scommettre come nel primo caso. 

Cosa significa? Che l’effetto possibilità di un evento molto raro ci spinge a sovrastimare l’evento anche se è quasi impossibile che accada. Vicino allo zero (o vicino al 100%) ci comportiamo in modo anomalo. Bisognerebbe proprio scrivere una storia psicologica del rapporto tra la mente umana e lo zero. C’è qualcosa di bizzarro. Lo zero può essere rappresentato dall’etichetta “gratis” al centro commerciale e ci comportiamo in modo compulsivo acquisendo e accumulando roba che poi finirà in cantina o in scadenza dato che non ci serviva. Lo zero può rappresentare uno scenario di radicale cambiamento perchè oltrepassato anche di poco ci fa sognare di vincere enormi quantità di soldi della stessa consistenza di un miraggio.

La crisi economica offre notevoli scenari di osservazione sul comportamento della mente. Possiamo farne buon uso soprattutto a vantaggio delle nostre tasche. Ma fate attenzione a non eccitarvi troppo anche nelle analisi come questa. Potrebbe venirvi voglia di comprare un biglietto, scoprire di non aver vinto e scrivere il motivo che spinge a scommettere vicino allo zero.

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