In una ricerca sono state tracciate le mappe semantiche del cervello cioè le aree attive quando ascoltiamo una parola e ne attribuiamo uno specifico significato. 

Più precisamente i risultati della ricerca suggeriscono che esistono mappe distinte non per il significato della parola quanto della categoria concettuale superiore. Ci sono quindi aree che non si differenziano se ascolti “blu” o “giallo”, ma si differenziano per essere attive rispetto al colore. Una parola ad esempio che indica un colore attiverebbe aree specifiche diverse rispetto alle regioni attive quando ascolti ad esempio il termine “figlio”. Insomma, tramite una risonanza magnetica funzionale è possibile leggere “concettualmente” la tua mente. Se non esattamente quali, è possibile indovinare almeno che tipo di pensieri hai.


Ora, siccome lo studio è basato su solo 7 pazienti che sono veramente pochi ma in questo tipo di ricerche per diversi motivi funziona così, io ti direi di essere cauto con le interpretazioni. Anche se l’ipotesi di fondo, categorie generali si distinguono anche a livello delle attivazioni neuronali, la trovo sensata e ci sono numerose ricerche che confermano questa organizzazione cerebrale.

Fatte queste eccezioni, ciò che mi piace di più in questa ricerca sono le immagini in cui gli emisferi del cervello sono splendidamente colorati e decorati dai “tatuaggi” delle mappe, combinando con eleganza arte e scienza.

 

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immagini tratte da neuroskeptic