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La sindrome dell’arto fantasma è un problema neurologico che sperimenta il paziente che ha perso una parte del braccio o della gamba. Questo disturbo è caratterizzato da sensazioni che provengono dalla zona dove c’era la parte che è stata mutilata, come se continuasse ad esserci e le percezioni spesso sono fastidiose e dolorose. Ho trovato un articolo in cui viene descritto questo tipo di problema anche in pazienti che hanno perso un occhio (a causa di un cancro). Esattamente si tratta della sindrome dell’occhio fantasma (Phantom eye syndrome, PES) e, cosa interessante, il paziente non prova solo percezioni sgradevoli come formicolio, bruciore o dolore, ma vede cose che non ci sono vale a dire: il ex occhio fantasma produce pure allucinazioni.

La notizia l’ho appresa da una ricerca pubblicata in un articolo di oftalmologia su 239 pazienti che hanno subito la rimozione dell’occhio per un melanoma uveale. Il 60% dei pazienti sostiene di avere sintomi dell’occhio fantasma, tra i quali c’è persino quello di poter vedere attraverso l’occhio che non c’è più. E c’è il problema dei fantasmi, vale a dire la percezione di osservare figure non familiari che appaiono nel campo visivo ma che in realtà non ci sono. In genere questi sintomi sono più frequenti nei pazienti più giovani e circa metà del gruppo dei pazienti con sindrome dell’occhio fantasma trova che siano piacevoli i sintomi allucinatori.

[paziente di 82 anni] “Una figura che cammina accanto a me”
[paziente di 78 anni] “Immagini di persone che si muovono e spariscono quando mi giro verso il lato destro
[paziente di 77 anni] “Persone che passano davanti a me e luci e frasi che non sono lì”
[paziente di 77 anni] “Nel buio posso vedere persone”
[paziente di 52 anni] “Come se stessi nuotando sott’acqua e osservo attraverso i giunchi e non ci sono mai colori”
[paziente di 70 anni] “Una volta mi sono svegliato per ritrovarmi una persona che non riesco a identificare stesa accanto a me”

Non è ancora del tutto chiaro il meccanismo sottostante che produce sensazioni laddove prima vi era una parte del proprio corpo (mano, gamba o occhio). Resta il fatto che i sistemi a monte (nel cervello in primis) continuano a interagire con le zone in prossimità della mutilazione mantenendo attivi i processi percettivi. Questi dati confluiscono in uno schema corporeo “astratto” prevalentemente intatto ma incongruente con il fatto che ci sia una mutilazione. Da qui la possibile causa delle sensazioni e allucinazioni.

Quello che possono fare i medici è di spiegare ai pazienti che, dopo l’operazione chirurgica, possono verificarsi sintomi che non hanno nulla a che fare con realtà parapsicologiche o religiose e di evitare quindi
di rivolersi ad un esorcista o ad un medium.

link all’articolo di ricerca alla rivista di Ophthalmology

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