Chissà se si sta aprendo una nuova epoca storica. La possibilità di un attacco terroristico a caso, nel cuore della quotidianità in nome di un dio, sembra stravolgere le solite aspettative sulla banalità del male cui siamo abituati. Il fatto che possa avvenire al supermercato, al bar, in un incrocio stradale, mette in discussione certi aspetti in equilibrio cui non dedicavamo da tanto tempo una buona dose di consapevolezza. Adesso, prendere la metro o fermarsi ad un bar vicino al Colosseo non è più così naturale. Per forza di cose vengono intensificati i controlli di sicurezza e saltano alla ribalta le solite paranoie per trovare il solito senso a ciò che in sostanza è insensato.

C’è un’altra cosa: in situazioni del genere la paranoia e i falsi allarmi vanno a braccetto. Uno dei tanti rischi è di perdere il punto di riferimento cui siamo abituati e fare discorsi assoluti. E non solo: diamo la precedenza alle notizie allarmanti anche se senza alcun fondamento. Il concetto del falso allarme mi ha fatto venire in mente 2 tipi di errori statistici, chiamati di primo tipo e di secondo tipo. Il primo tipo riguarda il cosidetto “falso positivo”, cioè quando fermano un individuo di origine mediorientale nei pressi di un monumento sospettandolo di farsi saltare in aria e poi si scopre che è un volontario della croce rossa che nulla ha a che fare con la religione o il Medioriente. L’errore del secondo tipo è quando non viene fermato il tipo sospetto e invece si fa saltare in aria dopo qualche minuto. 

Ho trovato una perfetta sintesi in questo articolo di Tom Stafford. Per non confonderci sui 2 tipi di errore, basta ricordarsi della storia de “il bambino che grida al lupo al lupo”. Prima si grida che c’è il lupo, quando invece non c’è: Errore di primo tipo (falso positivo). Dopo si crede che il lupo non c’è, quando invece c’è: Errore del secondo tipo (falso negativo). Questo tipo di errori sono campo di indagine in statistica ed hanno particolare rilevanza in ambito medico. Pensate ad un test del sangue per sapere se si è positivi ad una malattia. 

Per certi versi molta parte della psicologia passata e attuale è fatalmente produttrice seriale di errori del primo tipo. Ci sarebbero problemi psicologici in ogni dove la cui soluzione è l’inserimento dello psicologo. Un bias per certi versi sofisticato. 

 

link all’articolo di Tom Stafford

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