6a00d8341c6e1553ef017ee83b3128970dDall’ottimo sito ClassiCult dell’erudito Haukr segnalo questa geniale ipotesi prefrontale:

“Durante i combattimenti contro i Turchi [il generale russo Mikhail Kutuzov] fu difatti colpito da proiettili alla testa per ben due volte (nel 1774 e nel 1788), e salvato da quello che era allora un chirurgo d’avanguardia, Jean Massot, che per ironia della sorte era francese. Un nuovo studio questa volta si è concentrato non sulla vita del leggendario generale, ma su Massot stesso, scoprendo che costui impiegò tecniche incredibilmente moderne che utilizziamo ancora oggi. Lo stesso Massot scrisse, all’indomani del secondo trattamento, che il destino doveva aver riservato a Kutuzov qualcosa di grandioso, per permettergli di sopravvivere a quelle due sentenze di morte determinate da due ferite così gravi.

La prima ferita, riportata in Crimea, distrusse il lobo frontale di Kutuzov, e si riferisce dei suoi comportamenti imprevedibili a seguito della stessa. Essa influì pure modificando la sua personalità e la sua capacità di prendere decisioni. Per gli autori dello studio, la stessa scelta di mettere a fuoco Mosca e riparare ad Oriente nel 1812 poteva sembrare folle agli altri generali, ma alla fine si rivelò la soluzione migliore. Forse senza quella ferita Kutuzov si sarebbe comportato diversamente e avrebbe cercato il confronto con Napoleone?”

Non ho letto la fonte dell’articolo (spero di farlo al più presto) ma l’ipotesi ha solide basi empiriche. Basti pensare a Phineas Gage e altri “prefrontali” che hanno perso quella porzione di cervello posta al di sopra della fronte. L’aspetto soprendente è che questi pazienti continuano a svolgere un vita tutto sommato normale rispetto al danno neurologico subito (in effetti leggi qui).

Come direbbe il biochimico Donald R. Forsdyke: abbiamo davvero bisogno di tutto quel cervello?

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