È necessario che un robot sia in grado di captare e classificare stati fisici e alterazioni difficilmente osservabili, valutarne il danno potenziale che possono arrecare e preparare le appropriate contromisure – ad esempio: i riflessi. Per raggiungere questi complicati requisiti può esserci di ispirazione il “prototipo” umano, di cui le sequenze delle reazioni di riflesso agli stimoli dolorifici vengono prese come riferimento per delineare modelli percettivi del dolore e le relative reazioni di controllo da implementare nei robot. In sostanza, ci focalizziamo sulla formalizzazione del dolore nel robot basandoci sulle indicazioni provenienti dalle ricerche sul dolore umano.

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