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Le allucinazioni sono diffuse più di quanto pensassimo. Questa affermazione si basa su una ricerca condotta dal professor John McGrath del Queensland Brain Institute e ha coinvolto oltre 31.000 persone in 19 paesi, numeri da capogiro. Ecco cosa dice il prof. McGrath:

“In genere si pensa che ascoltare voci che non esistono o guardare cose che non ci sono siano i classici sintomi della psicosi, ma questa ricerca adesso indica che persone in buona salute e con un funzionamento mentale normale possono aver vissuto queste esperienze. I soggetti che hanno partecipato rappresentano la popolazione generale dal momento che non hanno mai richiesto cure mediche”.

Nonostante le allucinazioni dunque, le persone continuano ad andare avanti senza particolari ripercussioni.

Le allucinazioni sono fenomeni piuttosto curiosi. Al contrario dell’illusione in cui si prova una percezione distorta di uno stimolo esterno reale, l’allucinazione è una percezione fasulla di qualcosa che non esiste. Un aspetto interessante è il grado di consapevolezza del soggetto sul falso processo percettivo. Può esserne consapevole, ma può anche non essere consapevole che il fatto dietro la percezione allucinatoria non sussista. Ne è convinto e vive all’interno di realtà parallele deliranti, ad esempio udendo voci persecutorie o che forniscono amichevolmente consigli, oppure credendo di essere protagonista di un reality show come nel film Truman show (vedi questo articolo), o quando pensa che una persona cara sia in realtà sostituita da un impostore (vedi qui).

Possono esserci alla base problemi tossici (ad esempio leggi qui), bug neurologici (un esempio sbalorditivo qui) o possono essere interpretate con modelli culturali. Ma se vuoi saperne di più, direi che può essere un’ottima occasione leggere l’impareggiabile saggio di Oliver Sacks, Allucinazioni.

Eppure, semplificando, alcune persone si ammalano. Le loro allucinazioni si comportano come un sogno che non smette di proiettare le sue storie come in genere avviene quando ti svegli al mattino. McGrath dichiara:

“Stiamo cercando di capire adesso come alcune persone superano tali episodi, mentre altre no e finiscono per sviluppare quadri psicotici gravi come la schizofrenia. Per alcuni individui si tratta di fenomeni transitori, permanenti per altri. Cerchiamo di comprendere se ci siano meccanismi in comune o differenti in entrambi i casi”.

Ci sono molte cause che non si escludono a vicenda e concorrono a formare questi stati alterati della coscienza. Stai sicuro, quasi sempre, un’attenta descrizione del fenomeno dice molto di più di frettolose interpretazioni simboliche.

link alla fonte del mio articolo
link alla ricerca su Jama Psychiatry
link al libro di Oliver Sacks

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